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Convivenza con i ragazzi del biennio del liceo

La scuola non è un ostacolo da superare, ma un cammino da condividere

Il 21 settembre alcuni insegnanti del liceo Scientifico S.Anna hanno accompagnato 38 studenti del biennio a Melezet, dove tutti insieme hanno convissuto per due giorni. L’obiettivo di queste due giornate di convivenza, che si è poi rivelato esserne anche il senso profondo, è nato dall’esigenza degli insegnanti di conoscere meglio i propri studenti, per mostrare loro che «la scuola non è un ostacolo da superare, ma un cammino da condividere», come ha affermato il prof. Marcello Croce durante uno dei momenti insieme a Melezet.

La giornata è iniziata con una passeggiata al fondo della valle di Bardonecchia, dove insegnanti e studenti si sono incamminati per raggiungere il Lago Verde, punto di arrivo tanto bello quanto suggestivo. Proprio questa gita è stata infatti presa come spunto per il discorso del prof. Croce tenutosi nel pomeriggio, per introdurre i tre ex allievi invitati a raccontare della propria esperienza di liceo.

Gli studenti del biennio hanno infatti ascoltato le tre voci degli ex allievi del Sant’Anna che si sono confrontati con le parole introduttive del prof. Croce: «Il cammino scolastico che avete ripreso o incominciato quest’anno è un cammino comune che noi insegnanti compiamo con voi perché siamo convinti che sia una strada da percorrere tutti insieme. Certamente ci sono distinzioni nei ruoli, ma nel più profondo quella scolastica è un’esperienza comune. Qual è, quindi, la cosa più importante? L’incontrarsi e il conoscersi. La conoscenza non è un fatto che avviene una volta e basta ma è un’esperienza comune, è un incontro che si approfondisce nel tempo e che si rinnova sempre, diventando poi una familiarità profonda anche dal punto di vista affettivo, perché ci si è incontrati insieme per tanto tempo». Lasciandosi sfidare da queste parole i tre ex allievi invitati a raccontare di sé e della propria esperienza al Sant’Anna, si sono rivolti ai ragazzi e alle ragazze del biennio, sfidandoli a loro volta nell’avventura della scuola. Edoardo Nano, diplomato lo scorso luglio 2017, ha raccontato che al Sant’Anna ha trovato «qualcosa di più», poiché è «l’unica scuola in cui i professori non solo sono preparati, ma tentano anche di preparare al cammino della vita», come affermava il prof. Croce. Edoardo ha poi sottolineato l’importanza della compagnia di amici e di insegnanti a cui si può fare riferimento e su cui si può sempre contare, anche nelle maggiori difficoltà. Stefano Rossaro, diplomato del 2016 e attualmente in attesa dei risultati del test d’ingresso a Medicina, ha sottolineato l’importanza dell’amicizia con i compagni di scuola, poiché il percorso «diventa più piacevole se lo si fa assieme a qualcuno». Inoltre, ha ancora affermato che ciò che gli è rimasto di più dell’esperienza scolastica è stato il rapporto con i professori, «che spesso si sono dimostrati più amici e guide che non persone intente a giudicare», poiché la scuola «è fatta non solo per le interrogazioni, ma per interrogarsi», è un luogo in cui «l’interesse per chi siete e per le vostre esigenze viene prima del voto o del numero». Per questo, ha concluso Stefano, la scuola diventa un cammino in cui si capisce ciò che si vuole diventare, in cui si «trasforma il proprio destino in destinazione». Proprio a partire da quest’ultimo spunto, Anna Calabrese, laureata in Medicina e diplomatasi al Sant’Anna nel 2010, ha raccontato della propria esperienza, focalizzando l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali della vita scolastica: i segni che nel corso dei 5 anni di liceo si palesano e rendono la strada più interessante, il tempo, «che ci viene donato e non torna più», la fatica, «che non è un ostacolo, ma una parte integrante del cammino: uno può accoglierla come parte della strada per conoscere di più se stesso e la realtà», e l’amicizia, che può diventare negli anni così profonda che quando si è in compagnia è come se ci si sentisse a casa. Anche suor Gianna, salita a Melezet nel pomeriggio per salutare i ragazzi, ha colto l’occasione della convivenza per sottolineare l’importanza dell’amicizia  e della vocazione, due valori che si imparano a conoscere e si approfondiscono proprio nell’esperienza della scuola, e ha sfidato gli studenti a vivere gli anni del liceo come un’avventura in cui mettere in gioco interamente se stessi. I ragazzi del biennio sono quindi stati sfidati dai professori a scoprire che la scuola può davvero essere un cammino di amicizia e condivisione, se intrapreso seriamente, e insieme. Questo è avvenuto nel resto della convivenza: il film dopocena e i giochi insieme ai professori il giorno dopo sono stati la prova che il cammino insieme è già iniziato e che contiene dentro di sé la promessa di un destino di condivisione e amicizia, nonostante la presenza di alcuni ostacoli, che tuttavia non sono determinanti sulla strada da percorrere.

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