
INCONTRO SULL'EDUCAZIONE - 27 ottobre 2026
Sant’Anna, 150 anni di scuola: educare significa esserci
:Ascolto, fiducia e alleanza con le famiglie al centro del primo incontro per l’anniversario dell’istituto torinese.
TORINO – Accompagnare i giovani nella crescita, riconoscerne l’unicità e offrire loro adulti credibili. È il filo conduttore del primo incontro per i 150 anni dell’Istituto Sant’Anna, del 27 ottobre: una serata che ha trasformato la celebrazione della storia della scuola in un confronto sulle sfide dell’educazione contemporanea.
Aperto dal saluto di suor Annamaria e dal richiamo alle radici dell’opera educativa, il dibattito ha coinvolto dirigenti e insegnanti di scuole statali e cattoliche:
• Daniela Mesiti - Presidente regionale FIDAE - Federazione Istituti di Attività Educative - Piemonte e Valle d'Aosta e Dirigente dell’Istituto Madre Mazzarello • Elena Sorrisio - Dirigente del Liceo Scientifico Charles Darwin
• Vincenzo Salcone - Dirigente del Liceo Classico e Musicale C. Cavour
• Francesco Barberis - Dirigente dell’Istituto Sant’Anna
• Francesco Violi - Docente di storia presso il Liceo dell’Istituto Sant’Anna.
Una domanda ha guidato gli interventi: che cosa significa, oggi, essere adulti davanti ai ragazzi?
Le risposte hanno indicato nella relazione il punto di partenza. Educare richiede tempo, presenza e disponibilità ad ascoltare, anche nei silenzi e nei comportamenti difficili da interpretare. Accanto allo studio, acquistano valore i momenti informali: una gita, un pasto condiviso, persino una partita di calcio tra studenti e professori possono diventare occasioni per conoscersi e costruire fiducia.
Ampio spazio è stato dedicato all’alleanza tra scuola e famiglia, fondata su pazienza, collaborazione e responsabilità reciproca. È emersa anche la necessità di una scuola capace di offrire appartenenza, senza ridurre gli studenti ai voti o alle prestazioni. Nel confronto su social e intelligenza artificiale, i relatori hanno ribadito il valore del pensiero critico, delle relazioni e dell’errore come occasione di crescita.
Le testimonianze sulle recenti occupazioni scolastiche hanno fatto emergere esperienze e letture differenti, insieme alla preoccupazione per la violenza e per la difficoltà del dialogo. Da qui il richiamo a comprendere le ragioni del disagio, mantenendo ferma la responsabilità educativa degli adulti.
L’anniversario si è così tradotto in un impegno per il presente: offrire ai giovani ascolto, esempi e ideali capaci di alimentare la speranza e aiutarli a diventare protagonisti della propria vita.
Articolo del prof. Barberis "Studenti in piazza: c'è bisogno di un'alleanza educativa", da La Voce e il Tempo 01/11/2026
